
Come mi piacerebbe esser diversa. E invece no. Sono perennemente incazzata. Sono un incazzo vivente. Attenuato da sorrisi (sinceri) e risate (grasse). Ma fondamentalmente sono una persona incazzate. Incazzata con le persone. Ci sono due gruppi di persone che, in particolare, mi fanno incazzare come una bestia feroce e che mi fanno solo venir voglia di distruggerle (a parole ovviamente. Sono contraria alla violenza fisica, tranne che a quella ritenuta strettamente necessaria. Credo fermamente nell’esistenza degli Schiaffi-Che-Ti-Salvano-La-Vita.)
Il primo gruppo è quello delle ragazze sgallettate, stupide, sciapide (in sardo: “bambas che ludru”), Marylin-Monroe-Dei-Poveri, gatte morte, ruffiane, sfruttarici, che fanno della loro ignoranza e del loro esser Gattine-Che-Fanno-Le-Fusa un vesillo da portare alto, come se ci fosse qualcosa di cui vantarsi nell’esser perfettamente inutili e inutilizzabili. Sono quelle che attirano gli uomini con smorfiette, sculettando, e aspettano che l’uomo abbocchi all’amo per poi rivelarsi per quello che sono veramente. Persone vuote che ti fanno cagare tutti i peccati del tuo albero genealogico, che non si fanno una scopata per non disfarsi la pettinatura. Ecco, io queste qui le odio proprio. Mi da fastidio anche solo parlarne, non ce la faccio a scriverne. Ma voglio continuare. Ho visto ragazze vuote ballare in una discoteca di Rimini, vuote così tanto che stavano alla ricerca di un uomo che le riempisse, almeno per una notte. Queste ragazze hanno paura di rimanere da sole, perchè quando si è soli allora bisogna confrontarsi con la propria testa e con i pensieri che ci stanno dentro, ma se non ce ne sono, se il mondo dentro è vuoto, allora il nulla terrorizza e bisogna sopperire con discoteche e shopping. Il vuoto non è per gli umani. Il vuoto apparente è sopportabile.
Il secondo gruppo… i ragazzi imbecilli, coglioni, che si spacciano per ciò che non sono, che si svendono pur di avere qualcuna su cui svuotarsi. La farsa, grazie a Dio, non riesce spesso. Il teatro non è per tutti, direbbe Beaumarchais. Questi signori si spacciano per romanticoni, stile Gentiluomo-Del-Sud, con gentilezze, carinerie, discorsi color rosa antico, fatti tenendo mani e con occhi di zucchero. E sono i peggiori, perchè te la mettono in culo senza vasellina, ma con in dotazione un sacchetto di sabbia e pezzetti di vetro. Che dolore.
Io li odio i ragazzi romantici, sono più pericolosi degli altri, falsi e infidi, con una spiccata capacità all’esser imbecilli, pallosi, noiosi, addormentati e con una preoccupante propensione all’eiaculazione precoce.
Io vivo solo per distruggerli, per farli trovare male, usando a iosa termini come scopata, cazzo, figa, e questo solo per fargli capire che le paroline dolci non servono a un emerito cazzo se non si ha il coraggio per esser uomini e per comportarsi da tali. Poveri bimbetti, tutti delicatini, cagionevoli di cuoricino, perchè non vi prendete le palle in mano e ve le strizzate per sentire che consistenza hanno?
Comunque, come dicevo all’inizio… come mi piacerebbe esser diversa…
Ultimi Commenti